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Lüshunkou
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top
mweaLüshunkou (anche mweqLvshun o mwegLyushunkou, in mwewcinese: mwfa旅順口T, 旅顺口S, LǚshùnkǒumwfqP) è una mwfgcontea della città mwfwcinese di mwgaDalian, nella provincia di mwgqLiaoning. La contea, precedentemente nota anche come mwggcittà di Lüshun (in mwgwcinese: mwha旅順市T, 旅顺市S, Lǚshùn ShìmwhqP) o mwhgporto di Lüshun (in mwhwcinese: mwia旅順港T, 旅顺港S, Lǚshùn GǎngmwiqP), è stata in passato conosciuta coi nomi di mwigPort Arthur (mwiwin russo Порт-Артур?, Port-Artur) e mwjaRyojunmwjq (旅順?). Al 2010, la popolazione stabile di Lüshunkou è di mwjg324773.cite-ref-1[1]
Lüshunkou sorge sulla punta estrema meridionale della mwlapenisola di Liaodong ed è dotata di un eccellente porto naturale; tali motivi di vanto divennero il mwlqmwlgcasus belli della mwlwguerra russo-giapponese combattuta, tra il 1904 e il 1905, anche per il possedimento e controllo della città. Una prima amministrazione mwmagiapponese, e successivamente mwmqrussa, fu stabilita nel 1895 e continuò fino al 1905, anno in cui il controllo fu ceduto al Giappone. Durante il corso di questa gestione, Lüshunkou ottenne fama mondiale e divenne più importante dell'altro porto della penisola, ovvero, della stessa Dalian.
Contents
• Storia
• Note
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Geografia fisica
Lüshun sorge all'estremità occidentale del piccolo promontorio meridionale della mwngpenisola di Liaodong e, con le sue abitazioni, abbraccia una baia interna, una sorta di lago a ridosso della costa che, con un'unica e stretta apertura sul mare, ne costituisce il porto naturale, ben protetto e facilmente fortificabile secondo i criteri dell'mwnwOttocento. La restante parte centro-orientale del promontorio è invece totalmente occupata dalla vasta area urbana di mwoaDalian, che si collega a nord-est con la penisola di Liaodong.
La costa nord-occidentale è bagnata dal mwogmare di Bohai, il golfo più interno del mwowMar Giallo che, dalla sponda occidentale opposta (mwpa300 km di traversata da Lüshun a Binhai, l'area commerciale di mwpqTientsin), permette di raggiungere mwpgPechino a circa mwpw170 km di distanza con treni ad alta velocità. Il mare di Bohai è chiuso dall'omonimo stretto, da cui si accede alla costa meridionale, alla mwqabaia di Corea e al mare aperto (Mar Giallo).
Storia
Circondato dal mare su tre lati, questo porto fu noto come Port Arthur (mwrain russo Порт-Артурmwrq?) sotto l'amministrazione russa e successivamente mwrgRyojunmwrw (旅順?) sotto quella giapponese. Port Arthur venne così battezzato dal luogotenente William C. Arthur della mwsqRoyal Navy che nell'agosto 1860, durante la mwsgseconda guerra dell'oppio, fece trainare la sua mwswfregata danneggiata nel porto di Lüshun (all'epoca un villaggio di pescatori) per ripararla. I russi e le altre potenze occidentali adottarono il nome britannico. Dopo la mwtaseconda guerra mondiale la regione si trovò dapprima sotto il controllo russo e poi sotto quello cinese.
Prima guerra sino-giapponese
Alla fine degli mwuwanni ottanta del mwvaXIX secolo la compagnia tedesca mwvqKrupp firmò un contratto con il governo cinese per costruire una serie di fortificazioni intorno a Port Arthur. A quanto si racconta, la scarsa resa dipese da un costruttore locale che "fece un lavoro abborracciato".cite-ref-2[2]
Port Arthur divenne di prominenza internazionale durante la mwwwprima guerra sino-giapponese (1894–1895). Nel settembre 1894, dopo la sconfitta giapponese delle truppe cinesi a mwxaPyongyang in Corea, la Prima e Seconda Armata giapponesi conversero sulla mwxqpenisola di Liaodong per terra e per mare. I piani giapponesi per il controllo della penisola ne avevano riconosciuto l'importanza strategica per il controllo delle rotte del mwxgMar Giallo settentrionale e per il passaggio verso mwxwTientsin.
Dopo una simbolica resistenza durante il giorno e la notte del 20-21 novembre 1894, le truppe giapponesi entrarono nella città la mattina del 21 novembre. Diversi corrispondenti di giornali occidentali dell'epoca riportarono diffusi massacri di abitanti cinesi da parte delle truppe giapponesi vittoriose, apparentemente in risposta al trattamento assassino che i cinesi avevano mostrato verso i prigionieri di guerra giapponesi a Pyongyang e in altre località. Il principale tra questi fu James Creelman del mwygmwywNew York World. Sebbene almeno un corrispondente statunitense presente contraddica completamente il resoconto di Creelman, ci sono pochi dubbi che le truppe giapponesi "uccisero indiscriminatamente" migliaia di soldati e civili cinesi,cite-ref-3[3] e la storia del massacro giapponese si diffuse rapidamente nel pubblico occidentale, danneggiando l'immagine pubblica giapponese e il movimento statunitense per rinegoziare i mwaatrattati ineguali tra gli Stati Uniti e il Giappone. L'evento divenne noto come massacro di Port Arthur.
Un resoconto di un marinaio statunitense che visitò il porto qualche settimana prima dell'attacco commentò che i soldati cinesi erano "ridicoli". Mancavano di ogni somiglianza di portamento militare, i loro vestiti erano sporchi e maltenuti e vagavano in giro senza la sicurezza e il portamento associati con i soldati professionisti. Affermò che la guarnigione ammontava a circa mwaw20 000 soldati, ma dalla sua stima avrebbero potuto essere stazionati lì tra i mwba30 000 e i mwbq40 000 soldati. Secondo la sua opinione i giapponesi avrebbero potuto conquistare il porto con un terzo di questa forza, ma contro dei soldati disciplinati il porto sarebbe stato impenetrabile.cite-ref-4[4] Il Giappone conquistò e occupò Port Arthur e l'intera penisola di Liaodong come bottino di guerra. Come previsto dai termini del mwcgtrattato di Shimonoseki, alla fine della guerra al Giappone venne concessa la mwcwpenisola di Liaodong, ma dovette riconsegnarla quando venne minacciata congiuntamente dalla mwdaFrancia, mwdqGermania e mwdgRussia in quello che venne chiamato mwdwTriplice Intervento del 1895. Questo fu visto come una grave umiliazione dal Giappone.
Due anni più tardi la Russia costrinse la Cina ad affittarle il Liaodong e a concederle il diritto di costruire una ferrovia che collegasse la penisola alla mweqFerrovia Orientale Cinese con una linea che da Port Arthur arrivava alla città cinese di mwegHarbin (vedi Kwantung Leased Territory), e sistematicamente iniziò a fortificare la città e il porto. La linea ferroviaria divenne una branca orientale della Ferrovia Orientale Cinese (da non confondere con la mwfaFerrovia della Manciuria Meridionale, il nome della compagnia che la gestì nel tardo periodo giapponese dopo il 1905). Tutto questo fu ulteriore causa di offesa per il Giappone, una dura lezione di politica internazionale che il Paese non avrebbe dimenticato.
Dieci anni più tardi, Port Arthur giocò di nuovo un ruolo centrale nella storia dell'mwfgEstremo Oriente. Si può dire che la mwfwguerra russo-giapponese (1904-1905) fu nella sua essenza una battaglia estesa per il controllo di Port Arthur e della ferrovia che vi arrivava. Dopo che la mwgaribellione dei Boxer (1900-1901) era stata estinta da una coalizione internazionale di truppe, la Russia si rifiutò di ritirare i suoi rinforzi dalla mwgqManciuria e iniziò invece a fortificare e a posizionare truppe lungo tutta la mwggFerrovia della Manciuria Meridionale. In seguito a questi sviluppi il Giappone propose che le due potenze si incontrassero per discutere i rispettivi ruoli nella Manciuria orientale, dato che entrambi la consideravano una porzione delle rispettive sfere di influenza. Le trattative si protrassero dal 1902 al 1904, ma anche se vennero stesi diversi proposte e accordi, la Russia continuava mwgwmwhade facto se non mwhqmwhgde iure l'annessione e la fortificazione dei territori, mentre impiegava tattiche temporeggiatrici nei suoi negoziati. Alla fine, dopo due anni di negoziati bilaterali passati senza ottenere niente nel chiarire diritti, prerogative e interessi sulla Manciuria, il Giappone decise di dichiarare guerra alla Russia.
Guerra russo-giapponese
Il 9 febbraio 1904 il Giappone attaccò a sorpresa, senza una dichiarazione di guerra. La prima battaglia della mwkaguerra russo-giapponese fu l'mwkqattacco notturno a Port Arthur da parte di uno squadrone di cacciatorpediniere della Flotta Imperiale Giapponese contro le navi della Marina Imperiale Russa ancorate a Port Arthur, seguito da una breve schermaglia di superficie il giorno seguente. Il porto infine cadde il 2 gennaio 1905 dopo una lunga serie di battaglie in terra e in mare durante le quali i giapponesi occuparono tutta la penisola coreana, divisero in due l'esercito russo, devastarono la flotta russa, tagliarono i rifornimenti via ferrovia da mwkgHarbin e infine mwkwassediarono Port Arthur (luglio 1904 - gennaio 1905).
Al termine della guerra, con il mwlqtrattato di Portsmouth il Giappone ottenne in prestito dalla Cina la penisola di Liaondong, compreso Port Arthur, da loro ribattezzata Ryojun, e ne mantennero il controllo fino al 1945, quando venne riconquistata dalla Russia e dopo un breve periodo di governo congiunto russo-cinese restituita totalmente alla Cina (1955).
Monumenti e luoghi d'interesse
A Lüshunkou hanno sede diversi musei, tra cui il museo della mwmabattaglia di Port Arthur, il museo delle auto classiche e il museo della Cultura Cinese.
Note
cite-note-11. ↑ 《中国2010年人口普查分县资料》
cite-note-22. ↑ mwogJames Allen, mwowmwpaUnder the dragon flag: My experiences in the Chino-Japanese war, Frederick A. Stokes Company, 1898, p.mwpq 39. mwpgURL consultato il 7 agosto 2011.
cite-note-33. ↑ Chushichi Tzusuki, mwqwThe Pursuit of Power in Modern Japan 1825–1995, OUP, 2003 (ristampa del 2000), p. 128
cite-note-44. ↑ mwrwJames Allen, mwsamwsqUnder the dragon flag: My experiences in the Chino-Japanese war, Frederick A. Stokes Company, 1898, pp.mwsg 41–42. mwswURL consultato il 7 agosto 2011.
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Collegamenti esterni
• Sito ufficiale, su dllsk.gov.cn.
• citerefdizionario-di-storiaPort Arthur, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.